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La Triplice Larghezza di Moretti nella Grafologia Forense
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Di Gabriella Mascagni Consulente di grafologia forense e tecnico di neurofisiopatologia

Abstract

L’articolo esamina la “Triplice Larghezza” nella grafologia morettiana come parametro fondamentale per l’analisi forense della scrittura. Attraverso lo studio della larghezza delle lettere, dello spazio tra lettere e tra parole, è possibile individuare abitudini scrittorie stabili e difficilmente imitabili. Integrata con le neuroscienze, questa categoria grafologica evidenzia i processi neuro-motori alla base del gesto grafico, configurandosi come un possibile “marchio neurologico” utile sia nell’attribuzione della paternità grafica sia nella comprensione delle caratteristiche psicologiche dello scrivente.

La grafologia, in particolare quella secondo i principi della scuola morettiana, si è affermata negli ultimi decenni come disciplina di riferimento nell’analisi forense della scrittura. L’approccio innovativo di Girolamo Moretti ha permesso di andare oltre la mera valutazione estetica dei tratti grafici, introducendo criteri scientifici e parametri oggettivi per l’attribuzione della paternità di mano. In questo quadro, la categoria chiamata “Triplice Larghezza” si presenta come uno strumento centrale e raffinato per la comprensione delle dinamiche scrittorie individuali, risultando determinante anche nelle perizie più complesse e nei casi di simulazione.

L’integrazione tra grafologia e neuroscienze ha ulteriormente arricchito il panorama delle analisi peritali, consentendo di individuare veri e propri “marchi neurologici” all’interno della scrittura. L’utilizzo della “Triplice Larghezza” in un’analisi grafologica, infatti, fa sì che vengano tenuti in considerazione anche i processi neuro-motori che regolano i gesti scrittori e trasformano la grafia in una vera e propria finestra sulle dinamiche cerebrali dello scrivente. Questo connubio tra metodo grafologico e neuroscienze rende la “Triplice Larghezza” uno degli indicatori più affidabili e difficilmente falsificabili per l’attribuzione della paternità grafica.

Definizione e valore della Triplice Larghezza di Moretti

Secondo la sistematizzazione di Moretti la “Triplice Larghezza” rappresenta una delle categorie fondamentali nell’analisi grafologica di testi e firme. Essa consiste nella valutazione di tre dimensioni chiave: la larghezza delle lettere, la distanza tra le lettere all’interno delle parole e lo spazio tra le parole stesse. A queste si aggiunge il concetto di “stretto di lettera”, “stretto tra lettere” e “stretto tra parole” ovvero la tendenza a ridurre gli spazi sia all’interno delle singole lettere che tra le parole, dando luogo a una scrittura più compatta e serrata. Questa suddivisione permette di avere una lettura estremamente precisa delle abitudini scrittorie, fornendo una sorta di impronta grafica unica e stabile nel tempo, difficilmente riproducibile da altri.

Triplice Larghezza: struttura e significato psicologico

All’interno della grafologia morettiana la “Triplice Larghezza” individua il modo in cui lo scrivente gestisce lo spazio orizzontale sul foglio, riflettendo precise caratteristiche psicologiche e relazionali. Le tre forme di larghezza esprimono aspetti diversi della personalità:

  • Largo di Lettera: indica la larghezza delle singole lettere, in particolare delle vocali “a” e “o”. Un tratto ampio indica apertura emotiva, capacità di accoglienza e generosità, mentre uno stretto di lettera suggerisce riservatezza o chiusura emotiva (immagine 1).
  • Largo tra Lettere: si riferisce allo spazio tra le lettere di una stessa parola. Esso rappresenta la capacità di ponderazione, riflessione e giudizio. Uno spazio ridotto può indicare rapidità di pensiero, impulsività o tendenza a condensare il ragionamento.
  • Largo tra Parole: indica la distanza tra una parola e la successiva. Questo parametro riflette l’indipendenza di giudizio, la capacità critica e la distanza psicologica che lo scrivente pone rispetto agli altri. Uno spazio ridotto tra le parole può denotare un bisogno di relazione ed una minore distanza psicologica.

Equilibrio e sbilanciamenti: interpretazione grafologica

L’analisi della “Triplice Larghezza” non si esaurisce nella valutazione dei suddetti parametri, ma prende anche in esame il loro equilibrio globale. Quando le dimensioni dei tre parametri risultano armoniche, si evidenzia una personalità equilibrata, capace di integrare sentimento, ragione e critica costruttiva. Al contrario, uno squilibrio tra le componenti individua particolari aspetti del profilo psicologico: ad esempio, un eccesso di spazio tra le parole associato a lettere strette può suggerire iper-criticità priva di partecipazione affettiva, mentre uno spazio stretto generalizzato può rivelare introversione o difficoltà nell’esprimere emozioni.

La “Triplice Larghezza” dal punto di vista neurologico

Le scelte spaziali nello svolgimento grafico non sono semplicemente il frutto di abitudini apprese, ma riflettono processi neurologici profondi. La regolazione degli spazi e delle proporzioni delle lettere coinvolge aree cerebrali dedicate alla pianificazione motoria, alla coordinazione visuo-motoria e alle funzioni esecutive. Strutture come la corteccia motoria ed i circuiti fronto-parietali sono direttamente coinvolti nella precisione e organizzazione del gesto grafico. Le variazioni nella “Triplice Larghezza” possono dunque rappresentare indicatori sia di tratti psicologici sia di specifiche modalità di funzionamento neurologico, conferendo a questo parametro una grande rilevanza in ambito peritale.

Importanza della Triplice Larghezza nelle perizie di paternità grafica

La centralità della categoria della “Triplice Larghezza” nelle perizie grafologiche emerge soprattutto nel confronto tra scritture sospette e manoscritti di riferimento. La coerenza nella gestione degli spazi testimonia l’automatismo dei circuiti cerebrali coinvolti: chi tenta di imitare una grafia tende a concentrarsi sulle forme delle lettere, trascurando inconsapevolmente l’organizzazione spaziale, che invece è radicata nei processi neuro-motori automatici. L’analisi rigorosa della categoria della “Triplice Larghezza”, integrata con altri parametri grafologici, costituisce quindi uno strumento discriminante e affidabile, in quanto incoerenze tra i tre livelli spaziali possono indicare la presenza di una mano diversa, mentre la loro armonia rafforza l’attribuzione della paternità.

Conclusioni e prospettive applicative

L’approccio mediante la categoria della “Triplice Larghezza” individua, dunque, un autentico “marchio neurologico” della scrittura, capace di rivelare aspetti profondi e nascosti che la semplice osservazione formale delle lettere non può cogliere. Inoltre, offre agli esperti di grafologia uno strumento preciso e scientificamente fondato per delineare profili psicologici e comportamentali.

Dal momento che il suddetto approccio mette in evidenze caratteristiche della personalità dello scrivente, le sue applicazioni trovano riscontro non solo in ambito forense, ma anche in ambiti professionali quali la selezione del personale, la valutazione psicologica in generale.

In sintesi, la categoria della “Triplice Larghezza” si conferma come uno degli indicatori più affidabili e sofisticati per l’analisi della scrittura, valorizzando il ruolo della grafologia morettiana nel panorama scientifico e peritale contemporaneo.

Le immagini inserite sono tratte da “L’indagine grafologica e il metodo morettiano” di Nazzareno Palaferri edizioni Messaggero Padova 1999

Link utili

L’indagine grafologica e il metodo morettiano

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